Posted by on giu 17, 2016 in itaf, Notizie | 0 comments

FITA human vitaeITAF 4

International Theater Accademy of Fita and Coepta

HUMAN IN VITAE

da “L’intruso”di Shapiro Brett e testi di Waller Corsi, Daniele Franci, Sergio Urbani

trascrizione di Daniele Franci

25 giugno 2016, 21.00

Teatro Gesù Divin Maestro, Roma

L’idea nasce da una esigenza di ricordare uno dei più gravi eventi della società contemporanea, l’Aids. Come spesso accade soprattutto nella cultura italiana ma sempre più anche in altri paesi, i fenomeni ci colpiscono solo quando accadono o vengono ricordati solo in una giornata particolare quasi come se fossimo bravi a sciacquarci la coscienza per poi dimenticare il giorno successivo ( anche perché spesso è già un’altra ricorrenza).

Ho riflettuto e ho fatto domande a coetanei, persone più agiate e ragazzi e ragazze più giovani per capire cosa loro sapessero in merito al tema Hiv e Aids. Non solo le loro risposte sono state vacue ma in alcuni casi paradossali come quella del libraio cinquantenne o di un ragazzo di 16 anni.

Non è mia intenzione creare un documentario teatrale sulla tematica AIDS ne tanto meno cercare di affrontare in modo approfondito il fenomeno. Sarebbero troppi i cassetti da aprire col rischio di tralasciare alcuni punti fondamentali o dare informazioni sbagliate.

Se pensiamo alla filmografia realizzata intorno al soggetto, ogni pellicola ha cercato di focalizzare il proprio obiettivo su una tematica correlata alla malattia: il lavoro in Philadelfia, l’AZT in Dallas Buyers Club, il fenomeno visto da un punto di vista di lotta alla ricerca nel capolavo “The normal Heart”. Solo alcune pellicole di nicchia e non distribuite in Italia hanno cercato in più “puntate” di fare una panoramica molto più vasta come il caso di Sno -produzione svedese-.

Il libro L’intruso di Shapiro Brett è una storia biografica epistolare e quindi interessante per comprendere il “non detto” tra due persone coinvolte direttamente nella malattia. Abbiamo ricercato alcune pubblicazioni “homemade” di comunità di sostegno o centri specializzati ma sono sempre più introvabili…..

Tutti questi erano segni ben precisi e chiari.

Quello che mi interessava maggiormente era mettere l’individuo, uomo o donna che fosse, al centro e ricordare ogni giorno e non solo il 1 dicembre, che queste persone oggi sono innanzitutto esseri umani con emozioni, sentimenti, diritti e doveri  e di conseguenza l’importanza dell’informazione rispetto non solo la prevenzione primaria nei confronti di noi stessi ma anche nei confronti di persone già malate.

Human In Vitae ha proprio il senso di rammentare che le persone, anche se malate di HIV, restano sempre umani in vita.

Ricordarlo con questo progetto penso abbia senso.

 info e prenotazioni:

info@centroetoile.eu

333.9055604